TRAIETTORE

Le mie fotografie nascono da tre elementi,
tre punti cardinali che guidano il mio sguardo e gli danno forma.

Il primo è il confine.

Non un confine casuale ma quello tra il mare e il cielo, che per me è la linea d’ombra. Lo guardo quasi ogni giorno, a volte non succede niente,
a volte invece ho la fortuna di veder sbucare una nave.

Su questo confine a volte gli occhi si perdono.
Forse il mio amore per lo sfocato è legato anche a questo smarrimento.

Il secondo sono gli occhiali.

I miei, che da piccolo mi permettevano di vedere il mondo con colori che non esistevano. A volte diventavano arcobaleni, a volte raggi di luce.
A volte erano sporchi e mettevano una patina tra me e il mondo.

Mi piace pensare che le mie fotografie assomiglino a questa visione mediata, che mettano anch’esse una patina tra chi le guarda e il soggetto ritratto.

Il terzo è la fantasia.

Fantasia per me vuol dire capovolgere, ribaltare.
È qualcosa che non fa vedere chiaramente il mondo ma che, forse proprio per questo, permette di raggiungere l’inimmaginabile.

Quando cerco uno scatto, mi muovo seguendo le direzioni della fantasia.
Mi avvicino a qualche dettaglio ma non è detto che sia a fuoco.
Non è detto che la direzione sia quella giusta.
Eppure mi ci riconosco.